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Vite a perdere,
splendida miniserie in due puntate con Alessio Boni e Karin Proia,
ispirata alle vicende della banda della Magliana
E'
la drammatica escalation di cinque giovani cresciuti nella povertà di una
borgata romana, che iniziano con piccoli furti fino a diventare pezzi
grossi della malavita legati al mondo delle scommesse clandestine e degli
ippodromi. Pino è il capo indiscusso del gruppo, colui al quale si deve il
cambiamento da ladruncoli qualsiasi a uomini ricchi e temuti. Anche
Fabiana, che è innamoratissima di Pino, viene coinvolta in quella vita
sbandata.
Malgrado le macchine di lusso e le ville, Pino si accorgerà di non essere
riuscito a scrollarsi di dosso le sue origini, e capirà di avere sbagliato
tutta la sua esistenza solo quando Enrico Feroci (Ninetto Davoli) gli sparerà a tu per tu
chiamandolo Pino "il fornaro". Quell'appellativo per Pino è peggio della
ferita a morte che gli è stata inflitta.
Ma oltre ad un risvolto tragico,
il film dona anche una speranza, quando Fabiana dietro le sbarre del
carcere, si pente, e si accorge di avere una nuova vita dentro di sè.
Fabiana: "volevamo
essere i padroni di Roma, scappare dalla borgata. E invece eccoci qua:
tutte vite a perdere!" |