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Franco Gasparri La peccatrice Anno 1975. |
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Il film è ambientato in Sicilia negli anni 50 e durante tutto il film si respira l'inquietante atmosfera siciliana col sottofondo della canzone "La piccatura". Turi Santalena arriva dall'Africa con la giovane e bellissima moglie di colore e trova lavoro alla cava di zolfo di proprietà del "Turco". La donna, troppo bella, è malvista dalle altre mogli degli operai perchè gelosissime dei loro mariti e viene presto emarginata e guardata con sospetto. Anche il turco perde la testa per lei e la corteggia in tutti i modi fino a farla capitolare. La donna nera cede e le malelingue per farle passare dei guai, informano subito il marito Turi, uomo buono ma testa calda, che viene ucciso alla cava e l'omicidio attribuito ad una "fattura" della moglie per potersi liberare di lui. Le donne del paese per togliersela di torno la spaventano al punto di farla scappare per i monti e la costringono a vivere come una capra selvatica. Poi il turco la cerca, la vuole e ne fa la sua amante, pur continuando a trattarla come un oggetto: la sistema in un casolare e va a trovarla tutte le sere. La moglie del turco, gelosa della femmina nera, chiama in suo aiuto suo figlio Michele (Franco Gasparri) che è in città a Roma per studiare all'università, per far rinsavire il padre. Michele torna e il padre gli fa festa come al figliol prodigo. Michele tenta di fargli cambiare idea confidandogli che la madre ha fatto sempre finta di non vedere ma adesso è in crisi, teme che la femmina nera le porti via il marito. Il turco però, anche in questa occasione, fa capire al figlio Michele, che per il momento è ancora lui che comanda e non vuole intromissioni nei suoi affari personali. "Tua madre non ha di che lamentarsi, ha servitori, comando, io non le faccio mancare niente, ma non dovete intromettervi nei miei affari con la femmina nera. Qui oltre alla puzza dello zolfo e alle seccature ci rimangono solo le donne! Non è come a Roma dove tu studi. Sei stato sempre un figlio rispettoso, un giorno tutto questo sarà tuo, ma non immischiarti nelle cose mie, qui gli ordini li dò ancora io!". Un po' per aiutare la madre e un po' per la curiosità, Michelino all'insaputa del padre va a trovare la femmina nera nel casolare, le offre dei soldi e le chiede di andarsene. Lei risponde che se ne andrà sì, ma non per soldi. Michele pur invitato da suo padre a tornarsene a Roma, decide di rimanere, e nel frattempo va a far visita alle cave di zolfo del padre; rimane meravigliato dai metodi antiquati che si usano in miniera e chiede al sovrintendente come mai non siano stati montati nuovi macchinari e si facciano lavorare alla stregua delle bestie gli operai; il sovrintendente gli risponde che fino a che la mano d'opera costerà 700 lire al giorno, i macchinari non verranno comperati. Il giorno alla cava Michele ha di che occuparsi, ma la notte è inquieto e finisce per tornare al casolare della donna del padre. Anche lei è turbata nel vederlo. Michele le chiede: " lo amavi tuo marito?" e lei risponde "era un buon marito, ma tu sei qui perchè mi vuoi, come mi vuole tuo padre, come mi volete tutti, siete tutti quanti uguali". Ma Michele non sa trattenersi e la bacia ed anche lei perde la testa per quel bel ragazzo ostinato. La madre di Michele nonchè moglie del turco, capisce che lui non è rimasto solo per farle un favore, come tutte le madri ha un sesso senso e comprende che lui si è innamorato. Si pente però di averlo chiamato da Roma perchè si è accorta che lui non ha più la mentalità siciliana; gli dice "questa vita è fatta a pezzi a pezzi, uno è buono, l'altro è cattivo, quando sono rimasta incinta tanti anni fa tuo padre non mi trascurava come ora, andava gridando per tutto il paese: mi nasce un figlio maschio, mi nasce un figlio maschio, orgoglioso di sè, questa nostra terra è fatta così, tu sei stato a lungo in città e non te ne ricordi, ma qui ci sarà sempre un Turi Santalena che muore e cercare di capire se è una disgrazia o no è sbagliato, e ci saranno sempre uomini che mangiano pane e zolfo e uomini come tuo padre che corrono dietro a femmine svergognate". Michele difendendo la donna che ama corregge la madre: "non femmine svergognate, ma donne senza difesa". Michele torna dall'amante ma... sopraggiunge il padre e si deve nascondere. Lei è costretta a cedere nuovamente al turco il suo corpo, ma appena il turco se ne va raggiunge Michele e gli chiede di portarla via da quello squallore. Purtroppo qualcuno fa la spia e dapprima le donne degli operai, poi anche i loro mariti, corrono alla cava per ammazzare la "strega" che ha fatto la fattura a tutti gli uomini del paese. Così finisce l'unico sogno d'amore della "femmina nera" che viene lapidata, e quando ormai sopraggiungono il turco e suo figlio Michele è già in fin di vita ... ll turco la osserva esalare l'ultimo respiro, ma , poco dopo, si volta e torna a casa dalla moglie; Michele invece, che provava qualcosa in più dalla sola passione e dal desiderio, resta chino su di lei e la piange. |