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Era una bellissima mattinata di giugno ed io correvo con la mia
Kawasaki 900 sul raccordo anulare. Il giorno dopo sarebbero cominciate le vacanze ed io mi
sentivo felice. Quella moto me la avevano rubata già due volte e due volte l'avevo
ritrovata. Ne avevo già comperata un'altra e quella dovevo venderla. Ma la nuova era a
far riparare una gomma così presi quella. Non so come sia accaduto l'incidente. Non l'ho
mai saputo. Ricordo vagamente un grande lampo, come fossi al centro di un'esplosione.
Niente altro. Mi risvegliai all'ospedale e mi resi subito conto che la cosa era grave. Ma
ero vivo e da quel momento cominciai a lottare per mantenermi vivo. Rimasi in sala di
rianimazione a lungo. Per un mese fui tra la vita e la morte e l'unico conforto era la
presenza discreta di Stella, la mia amata compagna. Lei e Andra, la sua magnifica figlia
che io ho sempre amato come fosse mia, mi stavano vicine, mi facevano leggere messaggi di
incoraggiamento che scrivevano sui fogli di carta e che mi mostravano con trepidazione.
Devo tanto a Stella, la sua amorosa presenza, il suo coraggio, la sua abnegazione, il suo
sacrificio mi hanno aiutato a superare la terribile prova, ad affrontare la via crucis
delle lunghe e difficili cure alle quali mi sono sottoposto dopo la degenza in ospedale e
per tutti questi anni un altro grande stimolo a reagire era rappresentato dalla presenza
di Luna e Stellina, le meravigliose bambine che Stella mi ha dato. E poi c'era mia madre,
che non mi ha abbandonato un istante e mio fratello Franco che si è sacrificato per me.
Devo alla mia meravigliosa famiglia se oggi sono qui a parlare con voi. Questa è la
migliore occasione per ringraziare tutti coloro che si sono interessati a me, che mi hanno
scritto tante lettere di incoraggiamento, che mi sono stati vicini nei momenti più
difficili.
Mi sono arrivati
messaggi da tutte le parti del mondo e ho capito quanto contassi, che cosa rappresentassi
per il vastissimo pubblico della Lancio che aveva decretato il mio successo come attore,
ma che mi ha sempre amato anche come essere umano e tanto più lo ha fatto nel momento
della disgrazia. Non ho potuto rispondere alle migliaia di lettere e lo faccio adesso, con
tutto il cuore. In questi cinque anni sono cambiato dentro in meglio. Quando un uomo sta
male, quando un essere umano vede la sua vita stravolta, nel suo intimo si accende una
luce. Io ero bello, ricco, famoso, spensierato, pieno di speranze e progetti, felice. A un
tratto tutto questo è finito. Ma è stato in quel momento che il mio animo ha cominciato
a vedere e a capire cose che prima non apprezzavo e delle quali non tenevo alcun conto.
Per questo posso dire oggi alla gente di apprezzare di più le piccole cose che offre la
vita, di accontentarsi, di tollerarsi l'un l'altro. La vita è un passaggio molto rapido,
viviamola con serenità. Quello che mi ha dato più fastidio in questi cinque anni è
stato l'assedio da parte di certi fotografi che volevano fotografarmi di nascosto con il
teleobiettivo, magari quando stavo in finestra, il sentirmi spiato. Mi hanno dato fastidio
certi articoli apparsi sui giornali, le notizie inesatte suo mio conto e i
pettegolezzi sulla mia vita privata. Mi hanno infastidito le offerte di certa gente che
era disposta anche a pagarmi perchè raccontassi i miei guai. Ho deciso di tornare al
lavoro attivo, rientrando nella grande famiglia della Lancio per il semplice motivo che
ritengo di poter essere ancora utile, a me stesso e agli altri. Questo è il mio ambiente
di lavoro e questo io so fare. Ecco perchè dico grazie di cuore a chi mi ha dato
l'opportunità di ritornare fra voi. Eccomi dunque: sono tornato. Faremo ancora molta
strada insieme. .. |