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Alla domanda
di una fan nel 1974 " Che cosa ti esalta?" rispondeva così: " Una
corsa in moto". Erano i tempi doro del fotoromanzo che coincidevano con il suo
enorme successo, ma mentre correva sul raccordo anulare con la sua Kawasaki 900 il destino
gli preparava il conto. Una frattura alle vertebre cervicali
fu il risultato del terribile incidente; rimase un mese in rianimazione e
poi fu trasferito in Inghilterra all'ospedale di Stoke Mandeville, dove
rimase per 5 lunghi mesi, nella speranza che il mitico professor Kao gli
restituisse l'uso delle gambe, ma non ci fu niente da fare. Franco rimase
paralizzato per sempre, sia alle gambe che alle braccia, riuscendo a muovere
appena un pò le mani. Il padre Rodolfo non resse al dispiacere e pochi
mesi dopo, morì.
Nel 73 si era diffusa la notizia (una bufala) che Franco Gasparri
ed un altro attore di fotoromanzi Pierre Clement (che nel cinema aveva lavorato in
alcuni film western di Sergio Leone con lo pseudonimo di Peter Lee Lawrence) fossero
morti, e centinaia di lettrici avevano scritto e telefonato alla Lancio preoccupate per la
sorte dei loro beniamini; bufala o premonizione? Anche Pierre Clement
fu molto
sfortunato: stette tra la vita e la morte per molto tempo a causa di una embolia
scoppiata mentre faceva un'immersione subacquea, e, ripresosi dallintervento alla
testa, morì circa un anno
dopo. |
Ricordava
così il momento del suo terribile
incidente avvenuto il 4/6/1980, il bravissimo e bellissimo attore di cinema e
fotoromanzi scomparso prematuramente a Roma il 28/3/1999 a soli 50 anni,
all'Ospedale S. Carlo di Nancy, per una insufficienza respiratoria. Era nato a
Roma il
31/10/1948, sotto il segno dello scorpione, ma
dopo quindici giorni era tornato a Senigallia, città di origine della sua
famiglia. Solo ad undici anni si era ritrasferito a Roma
con la famiglia: il fratello Franco Junior più giovane di lui di
circa sedici anni,
la madre Violetta Pernini e il padre Rodolfo, pittore,
disegnatore e cartellonista di grande talento, autore di
alcuni dei più noti film usciti negli anni 50.
Il padre era originario di Castelfidardo dove ancora oggi vi
è una mostra permanente dedicata a lui. Fu sognando davanti a quei manifesti
per lui così familiari che gli venne la passione per il cinema, partecipò
infatti come
comparsa ad alcuni film del genere mitologico per prendere confidenza con il set.
Non si sentiva portato per lo studio e abbandonò la scuola mentre frequentava il terzo anno all'Istituto Tecnico Bernini; Il servizio militare lo fece
a Pisa, nei paracadutisti, e qui conobbe un famoso attore di fotoromanzi: Luis La Torre, che gli consigliò di tentare la carriera nel mondo
dello spettacolo mandando delle foto alle principali case editrici.
Al ritorno Franco seguì il suo consiglio e ri uscì
ad interpretare un fotoromanzo per Sogno, allora di proprietà della Rizzoli,
che si intitolava "Rendetemi mia figlia", e in cui appariva al fianco
di Patrizia Ceccarini e Renato Stazzonelli col suo vero nome: Gianfranco
Gasparri. Era il 1970, il fotoromanzo era pure carino, ma la casa editrice non lo richiamò. Trovò invece lavoro alla Lancio,
malgrado
il suo taglio di capelli corto non
gli donasse. Poi i capelli crebbero
.
ed anche il suo fascino, e le
sue quotazioni salirono alle stelle. La Rizzoli si pentì
amaramente di non averlo fatto lavorare e gli offrì dei compensi da capogiro
per riaverlo, ma Franco rimase fedele alla Lancio. Nel
1975 Franco riuscì ad avere anche un sosia disegnato, la Lancio infatti, sfruttando l'enorme popolarità di
alcuni suoi attori, pubblicò Lanciostory, una rivista a fumetti in cui comparivano i personaggi
dello seriale Jacques Douglas: Ken
Rogers e Dan Sharrett (Franco Gasparri e Kirk Morris). La serie andò avanti un
anno, ma il giornale esiste ancora oggi. La Lancio iniziò a pubblicare
fotoromanzi anche in Inghilterra e si convinse che fuori dall'Italia fosse
più opportuno dare nomi d'arte agli attori (a differenza dei paesi latini, nei
quali i nomi rimasero inalterati); fu così che Michela Roc venne chiamata Maggie Rogers, Adriana Rame divenne Anna Rivers e Claudia Rivelli Marion Martin; Franco Gasparri però continuò ad essere sempre Franco Gasparri,
era così
famoso da non dover cambiare nome. Fu un susseguirsi di successi uno dietro laltro
nelle pagine delle riviste Lancio, lette da milioni di fans in tutto il mondo.
E i
produttori cinematografici avendo fiutato laffare gli fecero una corte serrata.
Volevano portare sullo schermo i personaggi che lo avevano reso famoso, come Ken Rogers, linvestigatore privato della
fortunata serie "Le avventure di Jacques Douglas", ma lui
non volle mai rifare il verso alla Lancio, per la quale provava una riconoscenza enorme, e
recitò nel cinema solo tra un fotoromanzo e laltro, quando gli fu finalmente
proposto qualcosa di convincente. Interpretò "La preda" e "La
peccatrice", entrambi con Zeudi Araya, ma la grande occasione che aspettava gli
capitò con una fortunata serie poliziesca. Il regista Stelvio Massi gli affidò
infatti il ruolo di protagonista con il personaggio di Mark
Terzi, commissario della squadra
narcotici in: "Mark il poliziotto", successo poi bissato da "Mark colpisce
ancora" e "Mark il poliziotto spara per primo". Fu scelto proprio grazie
alla sua notorietà e alla sua bravura, ma nessuno, neanche nelle
più rosee
previsioni, avrebbe mai sperato un successo così clamoroso di botteghino: "Mark
il poliziotto" costò 208 milioni e incassò
miliardi di Lire. A Milano, dove si girò uno di questi film, lalbergo dove
Franco alloggiava fu letteralmente preso dassalto da una folla scatenata di
ammiratrici. Ma Franco rimase sempre una persona semplice,
il successo non l'aveva cambiato, abitava a Roma, ma tornava spesso a
Senigallia, dove vivevano ancora i parenti: il nonno Marino, pescatore, la
nonna Adalgisa, alla quale era molto legato, e gli zii. |
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Il
fotoromanzo aveva conosciuto il momento di massimo splendore proprio negli anni 70, di pari passo al successo di questo incredibile personaggio, amato sia
dalle donne che dagli uomini; Franco era
molto più di due bellissimi occhi verdi, era
lamico che tutti avremmo voluto avere, un uomo alla mano e di sanissimi
principi. I colpi di testa li riservava
soltanto alle pagine dei fotoromanzi, dove
ad ogni avventura aveva accanto una partner diversa, sempre brava e bellissima: Michela Roc, Paola Pitti, Katiuscia, Barbara De Rossi, Claudia Rivelli, sua sorella Francesca, anche lei
passata al cinema con successo con lo pseudonimo di Ornella Muti. Nel fotoromanzo preferito da
Franco "troppo piccola per
lamore", Ornella ha solo
quattordici anni. In circa dieci anni di lavoro alla Lancio,
Franco
ha interpretato
429 fotoromanzi, di cui
390 da
protagonista. I suoi personaggi sono stati di ogni
tipo: dal falegname al dirigente di industria, dallo
scrittore all'’investigatore privato.
Franco
li studiava nei minimi particolari, per
dare sempre il meglio di sè e perchè
credeva moltissimo nel fotoromanzo e
voleva dimostrare a tutti che era un genere che si era culturalmente molto elevato dai
primi e criticati "giornaletti per massaie" degli anni 50.
In quegli anni si fece un sondaggio per votare l'uomo più bello e amato
d'Italia. Il sondaggio fu vinto da Franco, ma in Tv fecero risultare
vincitore Marcello Mastroianni, perchè era più conosciuto al pubblico del
cinema e della Tv. |
Franco era un simbolo degli anni 70, non a caso era stato eletto
uno dei primi cinque uomini di successo italiani di quegli
anni, riceveva migliaia di lettere e nella sua bella
casa di Via Gregorio VII, vicino a S. Pietro, le conservava in una stanza dedicata interamente ai
ricordi. Le sue fans gli sono state di grande conforto nel momento della disperazione, dopo
il terribile incidente che lo aveva inchiodato senza speranza ad una sedia a rotelle, e
gli hanno dato la forza interiore che Franco trasmetteva ai suoi familiari: la moglie
Stella Macallè, che aveva conosciuto nel 69 (scomparsa di malattia nel 94), e le
figlie Stellina e Luna. |