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Deserto d'odio |
 Dopo
un sopralluogo alla stazione radio di Israele, viene progettato un
sabotaggio; Giaele si mostra coraggiosa e decisa.
Ahmed:
Sei la donna che ho sempre sognato di incontrare. Forse un giorno la
guerra finirà, la patria sarà liberata e noi saremo vivi.
Giaele:
Non sono abituata a guardare così lontano. L'alba sorgerà fra poco, e gli
israeliani pattugliano il mare.
Improvvisamente
la luce abbagliante di un bengala illumina a giorno la spiaggia. Il fuoco
delle armi israeliane è preciso, micidiale e spietato. Solo l'intervento
di Giaele salva Ahmed. |
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La fermezza di Giaele
comincia a vacillare. Nuri è morta nell'imboscata e lei si sente colpevole
per quell'amicizia che nonostante tutto stava per nascere dopo mesi
insieme nella cella del carcere. |
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Frugando tra
gli effetti personali di Ahmed, Giaele trova una catenina e rimane
sconvolta.
Giaele:
Ma questa l'ho regalata io a mia sorella nel giorno della sua
Confermazione. Dunque sono stati loro a distruggere la mia famiglia .
Allora Ahmed è... El Mansur! Si avvicina ad Ahmed..Tu, mostro...
hai distrutto la mia famiglia, ma io avrò il tuo sangue. Ma ... è
terribile, non posso, non ne sono capace. Non potrò mai ucciderlo perchè
lo amo. Ho tradito il mio giuramento, la mia gente, il mio popolo... non
mi resta che morire. Un solo istante di esitazione... e la voce di
Ahmed la scuote all'improvviso.
Ahmed:
Sei tu ... Giamil. Dammi la tua mano da stringere. Sono tutti morti,
stammi vicina, siamo rimasti solo noi due. |
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Presto Ahmed si
riprende nel fisico, ma è molto provato dagli ultimi avvenimenti.
Ahmed:
Sono molto debole, ho bisogno del tuo amore. Ti porterò nel deserto, nel
giardino di Allah. Vivremo le ore più felici della nostra vita.
Giaele:
Ahmed, Ahmed. lo so, è un errore, ma non riesco a dirti di no.
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Ritornano alla base.
Giaele ha deciso di fuggire, ma non fa in tempo. Mentre si prepara
arrivano due amici di Ahmed, e uno di loro, vedendo Giaele capisce che è
un'infiltrata, la vera Giamil El Bitar, che era una valorosa guerrigliera
palestinese, l'ha vista morire squarciata da una raffica di mitra. Ahmed
non sa più che pensare, non vorrebbe credere di essere stato
ingannato dalla donna che ama. Prende tempo e chiede di essere lasciato
solo con lei per ucciderla personalmente.
 
Ahmed:
Ti prego... dimmi chi sei e come ti chiami.
Giaele:
Sono Giaele Askenazy, sergente di Tsahal, esercito di Israele.
Giaele gli urla di
aver scoperto che lui è El Mansur. Ahmed ribatte di avere ucciso la
sua famiglia per la rabbia di aver trovato centinaia di donne e bambini
della sua gente sterminati dalle bombe del nemico. |
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Giaele:
Lo vedi Ahmed? Abbiamo tutti ragione e tutti torto, la spirale dell'odio
ci rende tutti pazzi e assassini. E niente potrà fermare questa tragedia.
Ahmed:
Ora devo ucciderti, lo sai.
Giaele: Se mi hai amato, se
eri sincero. ti chiedo di farlo tu e di farlo subito. Portami in riva al
mare, voglio morire con il sole negli occhi e il rumore delle onde nelle
orecchie. |
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Ahmed:
No, non posso! Non me ne importa più niente di niente! Voglio vivere ed
essere felice con te, in un posto dove nessuno ha sentito parlare mai di
guerra. Lo troveremo, un posto in capo al mondo, dove un arabo e un'ebrea
possano vivere serenamente il loro amore.
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Ahmed:
Sei felice, amore?
Giaele:
Ti voglio tanto bene Ahmed.
Non fanno nemmeno in tempo ad accorgersi di morire.
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