Il treno che porta Rosy

 

Il treno che porta Rosy

Letizia 169 - 1 agosto 1971

soggetto e sceneggiatura: Stelio Rizzo
regia:
Luciano Francioli
interpreti:
Paola Pitti - Jean Mary Carletto - Franco Dani - Raika Juri - Maria Pia Conte - Valerio Tordi - Bianca Maria Simonelli - Ennio Pagliani

 
La scena iniziale di questo fotoromanzo mi ricorda la canzone di Baglioni "Poster" che fa così: "Sei lì che aspetti il treno delle sette e trenta chiuso dentro il tuo paltò, davanti alla fermata del metrò." Queste poche frasi mi hanno sempre dato una sensazione di freddo e di tristezza infinita e le ho identificate in questo bellissimo fotoromanzo, il più famoso fra tutti. A lui va la Palma del numero 1.Jo alla stazione


Un uomo è in attesa. Il suo sguardo è fisso sui binari lucidi di pioggia. Un volto giovane ma un po' segnato dalla stanchezza.

Jo: Tra poco Rosy sarà qui.

Il treno dalla Svizzera è in ritardo di oltre un'ora, ma Jo non ha sentito l'altoparlante mentre lo diceva. Da quando è arrivato in stazione non ha fatto che pensare a Rosy, non ha visto nè sentito niente. Jo inganna l'attesa al bar della stazione.

Jo: Sono qui per aspettare mia moglie. Arriva dalla Svizzera. E' tanto, tanto tempo che non la vedo. Un po' per colpa mia, un po' per colpa sua. Ma adesso è ridicolo stare a calcolare chi ha avuto più colpa. L'ondata dei ricordi lo porta lontano.

Jo e Rosy
Jo:
Del resto io e Rosy abbiamo litigato spesso. Era un amore tutto speciale, il nostro. Un amore unico. Ricordo che litigammo anche il giorno del nostro primo incontro, due anni fa.

Rosy si divertiva ad andare avanti e indietro con la sua auto sportiva a velocità altissima, passando ogni volta sempre più vicino a Jo e rischiando di fargli perdere l'equilibrio. Erano ben presto passati agli insulti.

Rosy e JoJo e Rosy
Poi si erano rincontrati in un chiosco. Rosy avrebbe voluto litigare ancora, e cercava di convincere il suo compagno a menar le mani per smaltire la sua rabbia, ma Massimo non ci stava, conosceva il carattere irascibile di Rosy, e non gli sembrava il caso di fare a pugni per un motivo così banale.

Jo: La solita figlia di papà, ricca, viziata, arrogante, stupida, egoista.

Annabella e JoLa voce della ragazza lo fa sobbalzare.

Annabella... un altro nome, un altro viso che torna dal passato. Decisamente quella è la serata dei ricordi.

Jo è contento di vederla, di avere qualcuno con cui parlare, qualcuno che lo conosce e che conosce Rosy. il tempo passerà più presto.

Annabella gli confessa di essere ancora innamorata di lui, e di avere molto invidiato Rosy.

Annabella: Io cercavo da un anno e più di farti innamorare di me, arriva lei e ti si porta via in mezz'ora. Cosa fai qui in stazione? Stai partendo?  Jo: No. Io sto aspettando Rosy.

Annabella: "Jo... non è più lo stesso. C'è qualcosa di strano in lui. Anche quando mi sorride è come se... come se soffrisse."

Rosy e JoAd una festa

Ritornano i ricordi per Jo, i ricordi del suo rapporto con Rosy:

 i primi litigi....

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