I ricordi in una scatola

Ma oggi Simone ha un segreto: Sonia. Lei lavora alla tintoria di sua madre, ha 6 anni più di lui, è sposata ed ha un figlio. Lui ne è molto innamorato, ma lei è presa dai sensi di colpa. Il marito la picchia, ma Sonia cerca di nasconderlo a tutti. Ha timore di parlargli di separazione per paura che le porti via il piccolo e che gli faccia del male.

Sonia e SimoneSonia e SimoneSonia e Simone

Simone non capisce. Non capisce perchè devono nascondersi. Perchè lei si vergogni di essere più grande di lui. Perchè ci abbia messo tanto tempo a dirgli che le piace. Non capisce le sue paure. Lui vorrebbe che tutti sapessero che stanno insieme. Invece deve accontentarsi di quell'amore clandestino, fatto di luoghi appartati, di minuti rubati, di scuse banali.

Michele con suo padre FrancescoMichele va a trovare il padre in carcere...

Francesco: Stammi a sentire. Sono una mela marcia per la società e lo resterò sempre. Chi sarei una volta uscito da qua dentro se non un avanzo di galera? Uno che si è fregato la vita come me non serve più a nessuno... e nemmeno a te! Fai una cosa, ragazzo, dimentica di avere un padre, è meglio credimi.

Nonna Maria e Michele

 


Michele è attaccatissimo alla nonna. E' l'unica persona cara che gli rimane, la madre è morta e il padre è rinchiuso in quel carcere orrendo.

Nonna Maria e MicheleNonna Maria e Michele


Nonna Maria: Sarebbe meglio se non ci fossi. Per quel che servo. Sono una vecchia, piena di acciacchi e per giunta mezza cieca. Michele: Ma sei mia nonna... la mia ragazza. Ti faccio volare, eh? Nonna Maria: Non ci provare. Michele: Vola! Nonna Maria: Mettimi giù.

Aggressione a Francesco nel carcere


 

Nel carcere le risse sono all'ordine del giorno e il padre di Simone e di Rebecca fa il secondino nel carcere dove è rinchiuso Francesco.

In carcere è scoppiata una rissa e il padre di Rebecca e Simone è stato accoltellato. E' molto grave. Accusano il padre di Michele dell'accaduto e lui non si è discolpato.Rebecca con suo padre

Michele: Colpire una guardia, ma ti rendi conto? Da quel carcere non uscirà mai. Claudio: Cerca di calmarti, tu sei un bravo figliolo e non puoi rovinarti la vita appresso a tuo padre. Michele: Ma lui questa vita me l'ha già rovinata! Non sono riuscito a studiare perchè i compagni e i loro genitori credevano che fossi anch'io un mezzo teppista. Non ho amici e fatico ogni volta che devo trovare un lavoro. Ma che c'entro io con mio padre!

Un rumore sulla porta lo fa voltare di scatto. Alla nonna è caduta la scatola che aveva in mano.

Michele e sua nonnaMichele e sua nonnaMichele: Certo che ci tieni un po' troppe cose qua dentro... fotografie, tappi di sughero, candele, nastri colorati. Ma a che ti servono? Nonna Maria: metti dentro e non buttare via nulla. Sono cose senza valore ma sono dei ricordi. Sul tappo c'è scritta la data del tuo primo compleanno e quel nastro lo indossavo il giorno che ho conosciuto tuo nonno. Michele: E scommetto che questa candela era sul tavolo il giorno che ti sei sposata. Nonna Maria: Sbagliato: Era una delle tante che avevo messo intorno alla bara del nonno. E' un ricordo anche quello. Michele: Ma è brutto. E' il ricordo di un momento terribile. Nonna Maria: E chi ti ha detto che i ricordi devono essere per forza belli? In quella scatola di latta ci sono pezzetti della mia vita e la vita è fatta di alti e bassi.

Nonostante la sua fragilità , nonna Maria ha la solidità di chi ha attraversato le vicissitudini della vita senza lasciarsi abbattere. E adesso Michele ha un disperato bisogno di sentirsi rassicurato.
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