|
Le
ruote di ghiaccio |

Nennele è ancora innamorata di Enrico, e rivederlo dopo tanto tempo e
frequentarlo nuovamente, le ha fatto ritrovare intatti i sentimenti che
provava per lui. Riesce a farsi strappare la promessa di ritornare nella
casa di campagna di lei, per rivedere i luoghi della sua infanzia, da dove
Enrico era fuggito senza più tornare. Durante la gita, Nennele si sente
nuovamente male. Enrico sa che Nennele ha una malattia gravissima e
fulminante: la leucemia, per questo cerca di assecondarla e farle
trascorrere più serenamente possibile gli ultimi istanti della sua vita. |

Nennele:
Non ho molta strada da fare... le mie ruote sono di ghiaccio...
|
Ma
Renata fa il suo ingresso nella camera di Ospedale per cercare il marito,
e vedendolo chinato sulla donna, esplode nuovamente la sua gelosia...
Renata: Adesso non
potete più negare... il consulto... il viaggio... i vostri comodi alle mie
spalle. Enrico: Ne parliamo dopo Renata, ora esci. Renata: Ti ho ospitato
a casa mia... ti ho trattato come una sorella, e tu mi porti via il
marito! Enrico: Fuori idiota... fuori di qui! Renata: Ammettilo che siete
amanti! Ammettilo se hai il coraggio. Enrico: Ho sempre amato Nennele, da
quando ero un ragazzo, e l'amo ancora.. e tu vattene! |
 
Nennele: Lo so che non è vero... ma è stato così dolce sentirti dire che mi
amavi... Enrico: Ti giuro che è vero... guarirai... saremo felici...
Nennele:
Sì, guarirò, andremo alla casa in campagna, ti aspetto lì... dove ci siamo
dati il nostro primo bacio... addio, amore... addio. Enrico:
Nennele... rispondi... Nennele... |
Enrico va a casa come
una furia in cerca della moglie, deciso a fargliela pagare.

Enrico:
Me ne vado, il nostro matrimonio è finito. Renata: E' giusto, me lo merito, e...
Nennele? Enrico:
Abbiamo fatto oggi i funerali. Renata: sono stata una stupida,
ma io... capisci... non potevo sapere. Mi comporto così perchè ti amo
troppo. Enrico:
No, Renata. Ho pazientato, ho perdonato. Ma sei irrecuperabile. E quindi
basta. Non si può amare
senza un minimo di comprensione e di fiducia... Il tuo non è amore...
è smania di possesso, prepotenza, arroganza. Renata:
lo so, lo capisco. La lezione è stata terribile, ma ti assicuro che sono
cambiata... dammi ancora un'occasione... una sola... ti supplico.
|

Enrico:
tu hai bisogno di uno psichiatra. C'è una via di mezzo tra questa
ossessione e la freddezza. Renata: aiutami e io la troverò
|
|
Squilla il telefono... Enrico ascolta in silenzio. Poi, la sua voce suona
strana, quasi roca.
Enrico: Era Sabatini... Ti sei
fatta visitare da lui? Renata: Sì, certo... allora? Enrico: Ha i risultati
delle analisi, sei incinta. Renata: Come hai detto? Un....
figlio. L'ho tanto desiderato che ora... ora non ci posso quasi credere. |
In
un sorriso solo, tristezza e gioia.
Renata: E' tanto brutto, se mi sento felice? Forse ... non è arrivato troppo tardi
questo bambino... nostro figlio. Enrico:
Forse Renata, forse.. ma ancora non lo so.
Non ha risposto,
non si muove. Per Renata il compito più difficile è già cominciato. |