Una ragazza da quattro soldi

 
Nedda

Le confidenze fra Glauco e Nedda continuano e il loro rapporto si fa pian piano più profondo.

Nedda: Questo silenzio mi mette paura. Tutti questi occhi severi che ci fissano, milioni e milioni di stelle. Glauco: Non c'è malvagità nel cielo che appartiene a Dio... ma solo sulla terra che appartiene agli uomini. Nedda: Dio è severo, ci punisce, ci castiga. A volte mi fa paura anche lui.

Il padre di Glauco va da Nedda a chiedere notizie. Nedda: Lei forse pensa che sia solo un capriccio, ma io sono convinta che Glauco ha una vera vocazione. Non so se sia giusto quello che lei mi chiede di fare. "Quell'uomo è odioso e grossolano, perchè dovrei aiutarlo e mettermi contro Glauco?"

Glauco e NeddaNedda e GlaucoNedda: "Fa presto il Grande Capo... quello è un Sant'Antonio senza tentazioni.  E' più facile sedurre un pezzo di legno."
Ma contrariamente alle previsioni di Nedda, Glauco comincia ad avere qualche crisi di coscienza. Lei lo scopre piangere di nascosto in camera ed entra a chiedergli il motivo.

Nedda: era come se mi chiamassi. Glauco: Non è vero, devi andare via di qui, devi partire. La tua presenza mi impedisce di concentrarmi, di pensare. Nedda: Mi scacci, come se ti avessi offeso. Lasciami stare qui ancora un giorno. Da quando ti ho conosciuto mi sento diversa, la tua vicinanza mi fa bene.

Glauco e Nedda

Nedda


Nedda: Domani viene tuo padre a prendermi, la mia vacanza è finita. Farò il film, se tuo padre mi darà la parte. Glauco: Non dovresti accettare quella parte. Nedda: Se tu desideri così, rifiuterò. Glauco: Faresti questo? Ti sto chiedendo molto. Nedda: Lo faccio solo per me stessa. Mi hai insegnato il linguaggio della dignità umana ed il rispetto per il mio corpo.

Glauco e NeddaMa Glauco comprende che il comportamento disinibito di Nedda nasconde qualcosa di più profondo e la spinge a confidarsi.

Nedda: Ero ancora una bambina, avevo appena tredici anni. C'era un uomo che abitava sul pianerottolo di fronte a noi... un giorno mi disse di entrare. Ero come paralizzata... non seppi gridare... ribellarmi. Che schifo! Che vergogna!

Glauco: Ed ora hai un ragazzo, un uomo che pensa a te? Nedda: Ne ho tanti e nessuno. Da quel giorno non sono più riuscita ad avere un rapporto di vero amore.  Poi è successo qualcosa... Ho scoperto l'amore, sembra buffo, vero, in una ragazza come me? Glauco: Non c'è nulla di buffo. L'amore è il linguaggio della nostra anima.

Glauco e Nedda e il ladroQuesta è l'ultima notte che passeranno sotto lo stesso tetto. Ma in piena notte li sveglia l'ululare della sirena, un ladro è entrato in casa. Per difendere Nedda che ha un coltello puntato alla gola, Glauco  scatta come una molla e libera la ragazza con la forza Glauco e Neddadella disperazione.

Glauco: Mi vergogno di me. Quando ho visto quell'uomo ho sentito inGlauco e Nedda me la collera, la violenza, il desiderio di aggredire, di farmi giustizia. Nedda: E' stato solo un momento. Glauco: Non ho capito più nulla... quando ti ha messo le mani addosso, lo avrei ucciso in quel momento. In quel momento anche tu eri una cosa mia, che nessuno doveva toccare. Nedda: Non mi lasciare sola, stanotte, ho troppa paura. Glauco: Quell'uomo non tornerà. Nedda: Non è di quell'uomo che ho paura, ma del vuoto, del silenzio, della solitudine.

Nedda e il padre di Glauco


Il giorno dopo il padre di Glauco arriva e trova Nedda sola. La ragazza ha fatto la valigia, ma per tornare a casa e cambiare vita.

Padre di Glauco: Ci sei riuscita o no a portartelo a letto? Nedda: Basta! Mi tolga le sue mani di dosso... Lei non si permetta più questo tono con me.

Glauco e il MonsignoreGlauco è nuovamente confuso, si confida col Monsignore.

Glauco: sono al fondo della crisi e ho bisogno di aiuto.  Monsignore: Il cammino della grazia è irto di spine e di crepacci. Glauco: Sapevo che non sarebbe stato facile. Ma io sono caduto alla prima tentazione. Non è stato un episodio marginale, io sono innamorato di quella ragazza.  Monsignore: Forse la vocazione non era autentica. E se Dio non ti ha aiutato, ha pensato forse che era meglio un buon cristiano che un cattivo prete. Vai in pace, e se hai bisogno di me, torna quando vuoi, sarò felice di aiutarti.

Il padre di Glauco è al settimo cielo perchè ha saputo che Glauco non pensa più a farsi prete. Ma la sua felicità è di breve durata, giusto il tempo di essere informato da Glauco della sua intenzione di sposare Nedda.

Padre di Glauco: Ma levatelo dalla testa. Ce ne sono mille come Nedda... è una merce a buon mercato, non fa per te. Ti dirò una cosa. Sono stato io a convocarla per toglierti dalla testa la sciocchezza del seminario. Glauco: Tu hai fatto questo? Avevo trovato la serenità e tu me l'hai tolta. Ed ora cosa mi dai in cambio?

Clicca qui per continuare...

 

Torna ad elenco fotoromanzi Torna alla home page