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Marco
è affascinato da lei e quei pochi momenti liberi li trascorrono insieme,
cercando conforto l'uno con l'altra,
consapevoli che, data la situazione difficile del paese, potrebbero
essere gli ultimi. Purtroppo
scoppia una bomba dentro l'infermeria e Marina viene colpita a morte. Marco
rimane molto provato da questo evento e ripensando alla sua vita passata,
capisce di aver fatto soffrire inutilmente la sua fidanzata che l'ha
sempre aspettato pazientemente. Si rende conto finalmente
quanto deve essere stata grande l'angoscia in cui ha lasciato Livia ogni
volta che partiva per un servizio, l'incertezza che deve aver provato
trovandosi per lungo tempo senza sue notizie. Ecco il loro incontro
all'aeroporto
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Intanto Caterina viene avvista che finalmente c'è un cuore
nuovo pronto per lei e viene operata d'urgen za. L'operazione ries ce bene e
lei torna finalmente alla vita. Ora può vivere come tutti gli altri,
correre, pattinare, provare emozioni senza pericolo, ma si accorge che
la sua felicità sarebbe stata più completa se condivisa con
Giulio, ma Giulio
dopo l'operazione non l'ha più cercata. Caterina non sa spiegarsi il
perchè della
sua improvvisa sparizione, ma la madre, che sa, confessa a Livia il
vero motivo per cui Giulio non si è più fatto vedere, non certo per
ingratitudine: il cuore che Caterina aspettava è il suo. Giulio
è morto in un incidente, ma quando ancora era in vita, colpito dalla
situazione di Caterina, aveva firmato il consenso per la donazione
degli organi. Suo padre, anche se contrario, se era dovuto rassegnare alla
decisione di Giulio, perchè il suo consenso è insindacabile.
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Un
giorno Caterina saprà .... saprà che Giulio le ha donato il suo cuore.
Ricordate quella pubblicità televisiva in
cui un signore sui cinquant'anni incontra per le scale dell'ospedale dove si
reca a donare il sangue, un ragazzo di vent'anni, e questo gli dice che lo
fa per il suo amico Marco che ha bisogno di trasfusioni? Il signore sui cinquant'anni gli dice: "Anch'io lo faccio per Marco".
- Come, anche lei conosce Marco? "No, non lo conosco".
Non c'è
bisogno di conoscere personalmente chi soffre per compiere un gesto nobile
come donare il sangue o dare il consenso alla donazione degli organi,
dobbiamo essere consapevoli che il futuro può riservarci delle sorprese e
non sempre piacevoli.
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