Il colore

Franco Gasparri

 

L'avvento del colore ha senz'altro elevato la qualità dei fotoromanzi. La scelta dei luoghi più suggestivi, gli abbinamenti degli colori degli abiti in armonia con il panorama o più semplicemente con gli ambienti dei teatri di posa, hanno dato senz'altro qualcosa in più alla riuscita dei fotoromanzi. E gli attori col colore sono ancora più belli: ci hanno fatto sognare ancora di più i bellissimi occhi verdi di Franco Gasparri.

 
e Anael vivra'

la ragazza del Niagara


Per capire l'importanza del colore basta osservare queste immagini sulla neve. La foto a sinistra è tratta da "la ragazza del Niagara" del 1964 e quella a destra è tratta da "E Anael vivrà", del 1983.  La differenza tra le due foto è notevole. Il colore rende molto meglio lo spettacolo della natura.

 

Franco Gasparri e Katiuscia

Tuttavia, anche se i primissimi fotoromanzi a colori all'epoca sembravano capolavori, confrontandoli con quelli successivi si nota la differenza. I colori erano troppo vivaci ed accesi rispetto alla realtà. Katiuscia e Franco Gasparri interpretano "Come è triste Venezia per me" nel Kolossal del 1975, e le due foto a destra sono tratte dalla superproduzione  "I girasoli" del 1982. Sono passati solo sette anni, ma sono anni-luce di esperienza "alchimista" dei fotografi e grafici Lancio.

Claudia Rivelli

                 Maria Antonietta e Max Delys

  

La ragazza di Galvès

Nel novembre 1974  venne lanciata la prima testata Lancio a colori:  il Kolossal, ilCome una farfalla bianca cui n.1 fu "5 ragazzi in cerca di sogni". L'importanza dell'evento impegnò più del solito l'equipe della Lancio, dal direttore artistico, ai costumisti, agli attori, al regista, ai truccatori, ai fotografi. Ognuno di loro aveva una responsabilità in più per la buona riuscita di questa nuova testata. Ai Kolossal sono stati riservati le storie scritte dai migliori autori e sceneggiatori, tutte di sicuro successo. E così fu. A giudicare da quanto venivano gelosamente custodite dai lettori, i fotoromanzi usciti su Kolossal erano i più belli. Il formato grande rendeva più facile costruire una bella copertina, e quelle dei Kolossal erano splendide, ogni volta un colore diverso come sfondo: viola, blu, fucsia, verde, azzurro; e nel centro le foto degli interpreti racchiuse in un cerchio.

 

forse sono matta davvero... sto per dirti di sì



Erano anni che la Lancio faceva prove sul colore, il primo realizzato totalmente a colori (anche se poi fu pubblicato in bianco e nero) fu il n. 50 di Jacques Douglas: "Le figlie del demonio" del novembre 1969. I risultati erano incoraggianti ma le spese da affrontare in fase di stampa erano enormi, e il prezzo di copertina sarebbe stato proibitivo. La Lancio scelse di aspettare, anche se altre Case Editrici si erano già avventurate sulla strada del colore. Poi nel fotoromanzo in bianco e nero di Letizia "Forse sono matta davvero... sto per dirti di sì" interpretato da Paola Pitti e Max Delys vengono inframezzate due facciate a colori all'inizio e alla fine della storia. E' il mese di giugno del 1974 ed ecco qui a fianco la prima di queste pagine ...

 

Nella storia delle testate a colori, dopo Kolossal arrivò Kiss, era in formato ridotto e con una copertina più sottile, per poter contenere il prezzo. Anche per questa testata furono scelti accuratamente i fotoromanzi da pubblicare, privilegiando quelli girati prevalentemente in esterni con paesaggi naturali e spettacolari.

La ragazza dei cieli puliti e il vento asciugherà le mie lacrime quella notte neanche una stella
La ragazza dai cieli puliti E il vento asciugherà le mie lacrime Quella notte neanche una stella
 

Piano piano tutte le testate vennero trasformate a colori, l'ultima, in ordine di tempo fu "noidue" nel 1994.

 

Il trionfo del colore è nel Kolossal n. 100: "I colori e le ore del giorno e della notte", un capolavoro della grafica realizzato nel 1983.

                                                                              I colori e le ore del giorno e della notte

 

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