Zeta

Il periodo a colori di Jacques Douglas, come vi dicevo, è senz'altro più divertente. Tante, tantissime le gags, eccone alcune con Zeta e Ken protagonisti:

Zeta,  Ken e le freccette

Le freccette sono l'incubo di Zeta. Si ritrova continuamente la porta dell'ufficio bucherellata, perchè Ken le usa per sfogarsi, solitamente quando ha litigato con Susan.

"Amore e... cose del genere"
Jacques Douglas  n.143
dell'agosto 1977

         Ken scappa

Ken: non avete sentito quello che ho detto? Ho piantato Susan, è pazza completamente. Zeta: Ho sentito. E sono sbalordito. Una notizia così fa sensazione. Ken: Ora finalmente mi sento tranquillo, più sereno. Ho scoperto che di Susan non mi importa più niente. Sono calmo, anzi mi viene da ridere.... (Però non ride, anzi, ha un'esplosione di collera.)
Ken: Mondaccio cane schifoso!
Zeta spara a Ken
Zeta:
Ken!  Le frecce... nella MIA porta... ti avevo avvertito che avrei commesso uno SPROPOSITO.
E adesso lo commetto! TI FACCIO FUORI!     
Ken: Il vegliardo è impazzito!
Passante: Ehi! Sparano...che succede? Ken: Niente. Questione di frecce. Passante: Frecce? Le chiama frecce? Per me sono colpi di pistola... meglio mettersi fuori tiro.

Ken e Zeta


Ken:
Dite un po' vecchio mio, questa porta è nuova?
Zeta: Sì, l'ho fatta sostituire ieri. L'altra ERA TUTTA BUCHERELLATA.
Ken: Che legno sarà? .... Chissà se è legno tenero?
Zeta: Se pianti una sola delle tue dannate frecce nella MIA PORTA NUOVA, avrai immediatamente a disposizione delle belle assi di legno pregiato.... sei per l'esattezza: QUELLE DELLA TUA BARA!

  Zeta schiacciato da Ken dietro la porta
"Come Susan nessuna"   
Jacques Douglas
n.127 aprile 1976

Ken spalanca la porta dell'ufficio preparandosi a salutare cordialmente Zeta. Ma Zeta non c'è...

Ken: Salve, aspettavate il signor Zimmerman? Signora Krammer: No... Io... Sono già col signor Zimmerman. Ken: Ah, sì? E..dov'è? Signora Krammer: Era qui davanti a me, quando voi avete aperto la porta. Ken: Volete dire che... Signora Krammer: Sì, è dietro la porta. Ken: Accidenti. Oh, Zeta, cosa fate qui dietro? Zeta: Maledetto te!

       Zeta, Ken e il portiere nell'Olimpo

Ecco uno dei frequenti e bizzarri sogni di Ken.

Ken (Dio Marte): Ora basta... possibile che ci debba sempre andare di mezzo io? Io me ne vado. Voglio vedere come farete a mandare avanti l'Olimpo senza di me... Vado a San Francisco dove ho un'amica...
Zeta (Zeus): San Francisco? E dov'è in Cappadocia? No.. è al di là delle     colonne d'Ercole...
Joe Ferro (Vulcano): Ci sta un certo "Catanzaro".
Zeta (Zeus): Cos'è un Dio?                                    
Joe Ferro (Vulcano): No... molto di più direi.          

N.B.: Catanzaro non è la città, ma Freddie Catanzaro, il Boss dei Boss che Joe Ferro ben conosce!

 

Zeta e KenZeta si è fatto ripetere per la terza volta la storia.
Ken: ... E così non me la sono sentita di rifiutare. Zeta: Ah, no? E lo confessi così! Io ti parlo della nostra crisi e tu accetti incarichi non retribuiti! Ma, in fondo è colpa mia. Io ti ho sopportato per anni, io ti ho tenuto qui pur sapendo che basta una bella ragazza per rimbecillirti completamente! Ken: Un momento. Cosa c'entrano le ragazze adesso? Zeta: Ken....non vorrai dirmi che in questo tuo impulso di generosità non c'entra l'aspetto di quella ragazza... vero? Ken: Questa è una calunnia. Tanto per amore di verità, sappia che quella Anna è decisamente brutta. Una cosa che... neanche Quagliozzi ci si metterebbe. Zeta: Neanche Quagliozzi!?

Zeta

Insomma, il povero Zeta, con due agenti come Ken Rogers e Quagliozzi, aveva proprio il suo daffare!

Se per Zeta le freccette erano un incubo reale, nei sogni di Ken, l'incubo era proprio lui, ora vestito da Presidente del Tribunale che minacciava di arrestarlo, ora nei panni di Capitan Uncino, insomma dei sogni davvero variopinti, adatti per la nuova veste colorata della serie Jacques Douglas.

 

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