Le location

I fotoromanzi della Lancio si giravano in parte nei teatri di posa di via Roccagiovine, sede della Lancio, che è una trasversale della Tiburtina, e in parte in esterni. A Roma non c’è che l’imbarazzo della scelta: magnifici monumenti come il Colosseo, la fontana di Trevi, i fori Imperiali, o location più mondane come Piazza di Spagna, via del Corso, via Veneto, ma anche vedute panoramiche come il Pincio, il Gianicolo o il giardino degli aranci. La stessa Lancio era grande e comprendeva più edifici, e veniva quindi utilizzata moltissimo, soprattutto per allestire uffici o stanze da interno, arredate di volta in volta con gli oggetti più disparati, che conservavano in stanze apposite.

La tendenza era però quella di affittare belle ville, perchè la maggioranza delle lettrici e dei lettori, voleva “sognare” attraverso le pagine del fotoromanzo e proiettarsi in luoghi che facessero evadere dalla propria modesta routine quotidiana, ovverosia in ambienti più ricchi e lussuosi, sognando di vivere una vita decisamente più agiata.

Qualcuno arriva da lontano

Le splendide ortensie di Mimì Clementi

Amo un uomo senza cuore

Quando mi è capitata sottomano questa immagine del Mina 21 “Amo un uomo senza cuore”, ho rivisto nella mia mente la scena della cattura di Aldo Finzi, nel giardino della villa, da parte dei tedeschi.

Villa Finzi – Clementi (Palestrina – Roma)

La villa, ora di proprietà della famiglia Locatelli Rossi, è stata costruita tra il 1910 e il 1912 dall’influente famiglia Clementi. Maria Luisa, detta Mimì, vi abitò col marito Aldo Finzi, di origini ebraiche, che sposò nel 1923 in Campidoglio, come testimoni niente di meno che Benito Mussolini e Guglielmo Marconi.

Domizia Carafòli e Gustavo Bocchini Padiglione, lo descrivono così nel loro libro “Aldo Finzi. Il fascista ucciso alle Fosse Ardeatine”.
Volontario nella Prima guerra mondiale, aviatore, amico di D’Annunzio e suo compagno nel volo su Vienna del 1918, Aldo Finzi fu protagonista di varie imprese sportive e corridore motociclista. Brillante, elegante, fedelissimo di Mussolini, diventò sottosegretario agli Interni nel 1922, vicecommissario all’Aeronautica nel 1923 e quindi presidente del CONI. Nel momento di maggior fortuna, fu travolto nel 1924 dal delitto Matteotti. Era innocente, ma fu costretto dal Duce ad abbandonare ogni incarico. Lasciata la scena politica, si ritirò a vivere a Palestrina, vicino a Roma. Internato perché contrario alla guerra, dopo l’8 settembre 1943 appoggiò le formazioni partigiane. Arrestato dai tedeschi il 28 febbraio 1944, fu rinchiuso a Regina Coeli. Dopo l’attentato di via Rasella, effettuato dai GAP contro un reparto del reggimento di polizia “Bozen”, finì nella lista dei condannati a morte di Kappler e il 23 marzo fu trucidato alle Fosse Ardeatine.

Quando lo catturarono a villa Finzi-Clementi, spararono una raffica di mitragliatrice che colpì il grande noce e lo rovinarono a tal punto da doverlo sostituire con un altro noce, sempre al centro di una caratteristica rotonda del giardino.

La rotonda fu utilizzata in molti fotoromanzi, assieme ad altri angoli della casa, come l’allora garçonnière, alcuni fabbricati rurali attorno alla villa (serviti inizialmente per la lavorazione del tabacco) e al grande e bel giardino. La panchina rossa, (ora verde) ha fatto da sfondo a diversi fotoromanzi. Una particolare finestra, riconoscibile facilmente per la maniglia a forma di cane, è stata utilizzata molte volte. I cani erano la passione della contessa Mimì, che ne aveva ben 9, ed aveva allestito perfino un cimitero dei cani con tanto di lapidi, in un angolo della tenuta. C’è chi si ricorda ancora bene dei dobermann, che inquietavano le riprese dei fotoromanzi!

Dopo essere stata contattata da Patrizio, attuale proprietario della villa che sta cercando di studiarne la storia, ho sfogliato decine di fotoromanzi alla ricerca di particolari che me la facessero riconoscere. Approfittando delle vacanze estive sono andata a trovare Patrizio, che ringrazio ancora per l’eccezionale ospitalità e ho visto dal vivo i vari ambienti, ed insieme siamo riusciti ad individuare diversi fotoromanzi girati nella villa.

Adiacente alla villa c’erano dei locali per la lavorazione del tabacco, un’attività che rappresentava un vero e proprio pilastro dell’economia di Cave, città vicina a Palestrina e  Finzi era uno dei maggiori coltivatori della regione.

Non odiarmi se ti amo

Si vedono chiaramente Gianni Medici e Luciano Francioli sotto l’essiccatoio di tabacco, nel fotoromanzo Marina 40 “Non odiarmi se ti amo”.

  • Charme 221 Per favore sposami – con Michela Roc e Jean Mary Carletto – giugno 1970
  • Charme 293 Un posto nel tuo cuore – con Paola Pitti e Gianfranco De Angelis – marzo 1973
  • Idillio 8 Due volti d’angelo – con Michela Roc e Franco Andrei – luglio 1963
  • Jacques Douglas 91 Forse stavolta non tornerai – Adriana Rame, Luciano Francioli, Franco Gasparri, Erika – aprile 1973
  • Letizia 7 Ti amavo senza vederti – con Rosalba Grottesi e Dario Michaelis – agosto 1962
  • Letizia 26 Alina selvaggio amore – con Adriana Rame e Piero Leri – maggio 1963
  • Letizia 29 Un’anima inquieta – con Nuccia Cardinali e Piero Leri – agosto 1963
  • Letizia 48 Ginny del mio cuore – con Michela Roc e Luciano Francioli – marzo 1965
  • Letizia 153 Notti sulla sierra – Adriana Rame e Franco Dani – dicembre 1970
  • Letizia 209 Il nostro amore è così giovane – con Katiuscia, Enzo Colajacono e Luciano Francioli – febbraio 1973
  • Letizia 229 La settima è una strega – con Michela Roc, Franco Dani e Bianca Maria Simonelli – novembre 1973
  • Marina 4 Il silenzio ci unisce – con Stefania Sabatini, Eliane Padè e Franco Angeli – febbraio 1962
  • Marina 16 Come un fiore nascosto – con Rosalba Grottesi e Philip Kay – febbraio 1963
  • Marina 18 La rondine morente – con Evi Farinelli e Piero Leri – Aprile 1963
  • Marina 34 L’amore finì all’alba – con Lucy Mauro e Jean Mary Carletto – agosto 1964
  • Marina 39 Piangerai anche tu – con Atina Mauro e Jean Mary Carletto – gennaio 1965
  • Marina 40 Non odiarmi se ti amo – con Nuccia Cardinali e Luciano Francioli -febbraio 1965
  • Marina 41 Un amore vissuto nel sogno – con Michela Roc e Raimondo Magni – marzo 1965
  • Mina 13 Il peccato di Delfina – con Rosalba Grottesi e Franco Angeli – aprile 1963
  • Mina 16 Al di là della notte la speranza – con Adriana Rame e Stelvio Rosi – luglio 1963
  • Mina 21 Amo un uomo senza cuore – con Evi Farinelli e Alessandro Zippel – dicembre 1963
  • Mina 100 Una ragazza da bruciare – con Adriana Rame e Luciano Francioli – luglio 1970
  • Sabrina 105 Qualcuno arriva da lontano – con Paola Pitti e Jean Mary Carletto – dicembre 1972
  • Sabrina 116 Il primo uomo per me la prima donna per te – con Michela Roc e Franco Dani – novembre 1973
  • Sabrina 121 Piccola Martina ti amo – con Claudia Rivelli e Max Delys – aprile 1974

Nella pagina seguente vi mostrerò una serie di ambientazioni, gli interni e gli esterni della villa ed alcuni particolari che la caratterizzano, che possono più facilmente individuarla. Vi sfido infatti, per contribuire a ricreare la storia di questa splendida villa, a sfogliare le pagine dei vostri fotoromanzi alla ricerca di altri numeri non ancora presenti in questa lista.